La genesi del dato errato

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Qualsiasi informazione presente in un database è stata in qualche modo memorizzata a partire da una fonte. Memorizzazione e fonte sono entrambe soggette ad una serie di fattori che portano a errori, imprecisioni e omissioni.

L’estrema fragilità dei processi di memorizzazione

Sia la lettura ottica sia la digitazione manuale delle informazioni lasciano spazio a una molteplicità di errori.
Tutti gli strumenti di acquisizione automatica delle informazioni sono ancora estremamente imprecisi. Se una lettura ottica di caratteri stampati comporta una percentuale media di errore del 25-30%, immaginiamoci se tale lettura viene effettuata su caratteri scritti a mano.

Il processo di digitazione manuale delle informazioni avviene spesso mediante un operatore che legge tali informazioni su un documento oppure le ascolta direttamente dall’ interessato; per quanto un operatore possa essere attento, questo processo di trascrizione digitale comporta delle imprecisioni che si ripercuotono sulla qualità dei dati acquisiti.

La variabile soggettiva

Ogni soggetto è diverso da un altro, per fortuna! Ciascuno di noi ha infatti una personalità tutta sua e potrebbe comunicare la stessa informazione in modo completamente diverso.

Chi scrive le proprie informazioni o quelle altrui lo fa sempre con un tocco di creatività. Inoltre, ogni soggetto muta nel tempo e può comunicare la stessa informazione in modo diverso a seconda del momento in cui lo fa (fretta di scrivere, tipo di attenzione, stato emozionale, etc.).

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